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Quale
futuro senza solidarietà tra Medici?
Caro Collega, non possiamo più tollerare la
perdita di dignità, rispetto, autonomia professionale e diritto economico del
ruolo medico. L’etica e la
deontologia si perdono quando il nostro lavoro è definito dal ‘Garante della
Concorrenza’ come attività di impresa cui applicare tutte le regole della
libera concorrenza.
Tale progresso/regresso è
motivato dalla necessità di razionalizzare la spesa sanitaria applicando
formule aziendali a ciò che valenza economica aziendale non ha! … l’obbligo
etico e sociale di garantire la salute dei Cittadini. Questo
fine non è discutibile; l’utile in sanità pubblica non si misura in quanto
si è risparmiato, ma per quanto si è prodotto in benessere e in guadagno di
salute intervenendo con le modalità più appropriate. Non
possiamo più tollerare di essere considerati dei sorvegliati speciali. Il
miglior comportamento professionale del Medico è quello di attenersi alle
regole del buon padre di famiglia; rispetto massimo per il Paziente, tutela
della sua salute e della sua riservatezza, conforto umano, salvaguardia e difesa
della dignità, guida nella ricerca della via per la guarigione. Tutto ciò ha
certamente un risvolto economico nella scelta della minor spesa utile si fini
previsti, tuttavia non sempre la minor spesa deve indirizzare per forza
l’indirizzo clinico/terapeutico. Diverse situazioni, temporali e spaziali, di
gradimento del Paziente, di opportunità connesse all’ambito lavorativo e
familiare o di collegamento a strutture sanitarie possono e devono influenzare
gli indirizzi dignostici/terapeutici e si configurano come scelte professionali
mediche proprie della Categoria. Va
allora invocata una maggior autonomia e rivendicata l’estrema professionalità
del nostro lavoro che può “anche” avere risvolti di attività d’impresa.
Ma mentre non viene quasi mai discusso il rapporto di fiducia che lega il
Paziente al proprio Medico, viceversa la parte pubblica dimostra sempre più
sfiducia nel professionista che essa stessa ha scelto; per cui una complessa e
dispendiosa burocrazia è delegata al controllo del nostro operato. Tutto ciò
deve finire!! Non
possiamo più tollerare di essere considerati dei sorvegliati speciali,
erogatori di sprechi, quasi minorenni da considerare inaffidabili, se non
addirittura categoria delinquenziale. Siamo
invece detentori di studi universitari superiori, abilitati all’esercizio
della Professione, specialisti per forza, sottoposti a Codice Deontologico e
sorveglianza del nostro Ordine, cittadini obbligati al rispetto delle Leggi e ci
sentiamo onesti e sufficientemente responsabilizzati per il ruolo ricoperto. Vogliamo
quindi che ci sia resa la totale fiducia necessaria per il corretto svolgimento
del nostro lavoro, la cui complessità, professionalità e responsabilità deve
trovare un’adeguata remunerazione. Per recuperare quanto perso, in stima, dignità, fiducia, valore economico, dobbiamo fare uno sforzo di solidarietà. Sostenerci nel principio di colleganza, superare le divisioni lavorative tra Medici di Medicina Generale e Ospedalieri, recuperare un’unità professionale tale per cui sarebbe bello pensare che gli uni si sollevino a sostegno degli altri a difesa della Categoria. Dobbiamo
fare fronte comune, partire dall’Ordine Professionale come strumento di
garanzia della nostra Professionalità verso i Cittadini, ma anche come
strumento di dialogo interno e di difesa dell’unità. Difendere
l’autonomia, la dignità, la professionalità comune è garanzia di buona
sanità per i Cittadini tutti. Basta
quindi con le accuse reciproche, con la denigrazione del Collega, con la
prevalenza della fede politica sulla solidarietà professionale. Solo
l’unione, il reciproco aiuto, la difesa dell’autonomia della Professione e
della Categoria tutta può garantire a tutti e sempre la soddisfazione
lavorativa. Invoco un rinnovato corporativismo che superi le barriere sindacali
e politiche e che si concentri nella difesa del nostro comune futuro. Se un
tempo essere corporativi era ritenuto deprecabile, oggi non solo è necessario
ma direi anche indispensabile perché difendere l’autonomia, la dignità, la
professionalità comune è garanzia di buona sanità per i Cittadini tutti. Quest’Ordine
Professionale vuole difenderTi, ma TU devi sentirTi solidale, partecipare alle
iniziative, esprimere le Tue opinioni, esercitare il diritto di voto, educare il
Paziente al rispetto dei Colleghi, sostenere l’Ordine per sostenere Te stesso. (dal Bollettino dell'Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano - Settembre 2000) |
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Inviare a : webmaster@snamiospedalieri.org
un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito
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