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Da Sole 24 Ore
ROMA - Le Regioni chiedono
5 mld in più, ma il Governo risponde "picche". O quasi: un'apertura di credito -
ma del tutto parziale - l'Economia è disposta a concederla solo sul versante
dell'assistenza agli immigrati regolarizzati. Per il resto, che i governatori
facciano da sé.
Risparmiando su
sprechi e spese inutili, tirando la cinghia e magari mettendo mano a nuovi
ticket. La partitissima Governo-Regioni sulla spesa sanitaria si sta giocando
ormai sul filo dei nervi. E il vertice previsto per domani a Palazzo Chigi,
presente Silvio Berlusconi, non si annuncia certamente in discesa. Anzi, si
complica. Perché le Regioni "pretendono" risposte. Ma il sottosegretario
all'Economia, Giuseppe Vegas, sbarra le porte alle «pretese»
dei governatori.
Parole «irricevibili», è la replica delle Regioni. Con queste premesse, il
vertice di domani sulla spesa sanitaria si annuncia ai ferri corti. Con
l'aggiunta del segnale arrivato proprio ieri da Giulio Tremonti nella direttiva
annuale ai suoi uffici: tra le priorità del 2004 ci sarà il monitoraggio della
Ragioneria generale dello Stato sulla spesa sanitaria a livello centrale e
periferico, con un occhio di particolare riguardo per l'ottimizzazione dei costi
in rapporto ai benefici delle spese di ospedali, Asl, visite specialistiche e
diagnostica, comprese le strutture in convenzione. Insomma, un check a tutto
campo sull'intera spesa
sanitaria quello
che il superministro dell'Economia pretende, anche se con controlli «a
campione». A dimostrazione, è chiaro, che in via XX Settembre la spesa del Ssn
non è considerata esattamente «sotto controllo». E tanto meno esente da
«sprechi» o uscite «inutili». L'Economia: giro di vite. Che il Governo apra i
cordoni della borsa per 5 mld è impossibile: così, domenica, ha chiuso le porte
a pretese eccessive il sottosegretario Giuseppe Vegas.
Aggiungendo
all'Adn-Kronos che «l'unica strada realistica per rientrare nei limiti previsti
è quella di ridurre la spesa o di introdurre nuovi ticket». Non tutti i livelli
di assistenza (Lea) devono essere necessariamente «gratuiti», ha aggiunto Vegas,
invitando senza troppi giri di parole i governatori a trovare la quadra con i
propri mezzi. Unica, parziale, apertura: aumentare di qualcosina il
finanziamento per gli immigrati regolarizzati. Partita che, da sola, per le
Regioni vale almeno 1 mld: il Governo pensa a molto meno. In dicembre,
addirittura, pensava a "rimborsi" pari a un terzo della quota pro-capite per i
residenti. A meno che, è stato poi detto a mezza bocca da Tremonti in gennaio,
le Regioni non facciano marcia indietro sui ricorsi contro il condono edilizio.
Allora sì che, forse, i 5 mld che secondo le Regioni mancano all'appello nel
2004 per il Ssn potevano essere quanto meno "avvicinati". Un messaggio non
casuale, quello di Vegas, alla pre vigilia del vertice di domani a Palazzo Chigi.
«Dichiarazioni
sconcertanti», ha replicato subito il presidente Vasco Errani (Emilia Romagna,
Centro-sinistra). «Vegas continua ad arrampicarsi sugli specchi», ha aggiunto
l'assessore Donato Robilotta (Lazio, Centro-destra). E ieri il presidente della
Toscana, Claudio Martini, è stato netto: «Dichiarazioni irricevibili», ha
dichiarato, aggiungendo che «solo un incontro col presidente del Consiglio può
ricreare un quadro di discussione
utile». Come dire
che nel confronto-scontro Governo-Regioni non c'è colore politico che tenga.
Farmaci, spesa 2003 a -5,3%. Un calo del 5,3% della spesa netta (attestatasi a
11,089 mld) e una diminuzione del 2,7% del numero di ricette. È stato questo il
risultato della spesa farmaceutica pubblica nel 2003, rispetto al 2002,
comunicato ieri da Federfarma. Ma con le solite escursioni regionali: la
Lombardia ha fatto segnare il calo più elevato (-13,1%), la Sardegna (+6,8%)
l'aumento più significativo.
ROBERTO TURNO
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