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ONAOSI ?!  no grazie !!!

L'ONAOSI è un istituzione senz'altro meritoria per quanto ( tanto ) ha fatto nel tempo per gli orfani dei sanitari assistiti, sopratutto in un periodo passato in cui era difficile andare avanti diversamente. Oggi come oggi i tempi sono cambiati e il numero e i bisogni dei figli orfani di padre sono certamente ridotti. Ad ogni modo esiste comunque una proporzionalità di impegno e quindi di spesa per qualsivoglia obiettivo anche il più etico e il più giusto e condivisibile. Per tale motivo crediamo che vada rivisto il ruolo e l'essenza di questo ente, facendo seguito alle polemiche per quanto è successo in passato nel tentativo di ampliarne  la base contributiva., tentativo fallito e a cui si è messo rimedio ritornando indietro all'imposizione contributiva per i soli dipendenti pubblici. Ci sembra che una imposizione su categoria sia equa se fatta su tutta la categoria per fini condivisi. Perda questo requisito se ritenuto valido solo su un settore della stessa. Per tale motivo gridiamo all'inequità e chiediamo chiarezza !!

Marcello costa Angeli

Riporto una recente piccola rassegna CIMO ( del 17/10/2007) che riporta la storia ( da me rivisitata con degli appunti ) sui fatti. per chi volesse approfondire nella pagina seguente troverete il tutto.

Dal sito della Cimo.....
 
un comunicato asettico e in alcuni tratti a favore dell'ONAOSI.. perchè ??
 
...direi che chi è collegato alla CIMO del sindacato o dell'Ordine dovrebbe chiederlo!!
 
mercoledì 17/10/2007 - Fondazione ONAOSI – A che punto siamo
- L’ONAOSI è costituita con la Legge 306/1901, come Ente Morale con sede a Perugia per l’assistenza agli orfani dei medici, veterinari e farmacisti, gravati da contribuzione obbligatoria se pubblici dipendenti o volontaria se liberi professionisti.
Con il D.Lgs. 509/94 l’Ente diventa una Fondazione con personalità giuridica di diritto privato ( cioè un ente privato che riceve per legge soldi da tutti in modo obbligatorio !!! come se fosse un'ente di diritto pubblico a fini pubblici !!  penso sia il solo esempio di questo esistente in Italia )  con l’obbiettivo di continuare a svolgere attività previdenziali ed assistenziali, ferma restando l’obbligatorietà della iscrizione e della contribuzione.( si dimenticano di dire che i fini vengono cambiati passando alla assistenza dei medici inabili e anziani disagiati...  come se non ci fosse già l'ENPAM e l'ENPDAP )
La Finanziaria 2003 (L. 289/2002) estende la contribuzione obbligatoria a tutti i medici, odontoiatri, veterinari e farmacisti iscritti ai rispettivi Ordini. Tale estensione, che era stata approvata nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione all’unanimità, compresi i rappresentanti degli Ordini e delle Federazioni Nazionali presenti nell’organismo, scatena l’opposizione di alcune categorie di libero professionisti (i titolari di farmacia, i collaboratori farmacisti ed i veterinari autonomi) ( che cattivoni.... !! però... vogliono forse togliere il pane ai poveri orfani !! ?  oppure denunciare una ingiustizia consolidata !! ) , che lamentano l’imposizione senza consultazione preventiva e l’esosità del contributo (144 euro annui interamente deducibili fiscalmente, che per i dipendenti vuol dire una diminuzione del 50-60% del contributo precedente) ( ma il passaggio a 440.000 contribuenti obbligatori con notevolissimo incremento del gettito, che porterebbe un ente a suo tempo definito inutile dallo stato italiano e mai abrogato, già ricco a diventare ancora più ricco.. e per quale fine !! e gestito da chi ? e per chi? e con quali costi? ecc. ecc. ) .
Nel 2005 il CdA della Fondazione, prendendo atto delle osservazioni, ( ma che fossero forse giuste ?.. haaa quei mascalzoni dei farmacisti avevano allora ragione !!  ) rivede le quote in relazione al reddito ed all’età dividendole in quattro scaglioni di 12, 36, 72 e 120 euro mensili, sempre deducibili fiscalmente. Nonostante questo le Associazioni dei Farmacisti e Veterinari libero professionisti patrocinano ricorsi avversi alla contribuzione obbligatoria ed esercitano azione di lobbing sui gruppi parlamentari.
Nel 2006, con il cambio di maggioranza parlamentare, l’azione si fa’ più serrata sui mezzi di informazione (Report e vari articoli su giornali minori) trovando la sponsorizzazione dei Verdi che fanno inserire in Finanziaria un emendamento per il ritorno alla contribuzione obbligatoria per i soli pubblici dipendenti, che viene approvato ( in realtà da molti si chiedeva la cancellazione dell'ente e della gabella !!! questo non ve lo dicono !!! ed invece i soliti noti per non cancellarlo lo fanno ritornare indietro a come ra prima.. ma perchè !! se non è giusto che tutti i medici paghino.. perchè è giusto viceversa che solo alcuni siano costretti a pagare ??!! o tutti o nessuno è equo !! non vi pare ?? ) .
Il ritorno alla obbligatorietà per i soli dipendenti pubblici  ( non dicono perchè ciò sia giusto ? )dal 1 gennaio 2007 pone il problema, sollevato dalle OO.SS. di categoria, della rappresentatività del CdA, attualmente eletto dagli Ordini professionali con una presenza importante di rappresentanti di 4 Ministeri e di diritti storici (Ordini di Perugia, Torino, Ancona e Medici Condotti). Il CdA della Fondazione accoglie la richiesta di modifica dello Statuto, ma la Commissione, alla quale è affidato il compito di redigere una bozza, è costretta ad interrompere i lavori ( poveretta.. sigh!!  loro che stavano lavorando così bene del tutto indisturbati da questi cattivi cittadini che chiedono di saperne troppo !!! ) a seguito della sentenza n. 190 della Corte Costituzionale che dichiara l’incostituzionalità dell’art. 52 della Finanziaria, laddove prevede che la misura del contributo sia stabilita dal CdA della fondazione, in assenza di una legge che definisca i criteri a cui deve ispirarsi il CdA, in quanto si tratta di un contributo obbligatorio soggetto alla garanzia dettata dall’art. 23 della Costituzione, ( ma vedi un pò che cattiveria .. ) conferma nel contempo la costituzionalità dell’obbligatorietà. ( per fortuna che in Italia esiste ancora una Costituzione.. altrimenti cosa ne sarebbe di noi tutti !! )
Il Governo ha provveduto a sanare la situazione con l’art. 29 del D.L. 229/2007 ( sanare cosa??  una piaga infetta !!! o un'organo che ben funziona equilibrato e utile ??  che ce lo dicano e dimostrino... a me sino ad ora nessuna risposta chiara che mi risulti !! che ce lo dica la CIMO dato che ne parla in questi termini !! ) , attualmente all’esame del Senato. ( speriamo che non passi !!! )
La Fondazione ONAOSI attualmente:
- ha in carico l’assistenza a oltre 4.000 orfani; ( cosa  spende in un anno e cosa rappresenta sul suo bilancio tale spesa ?? )
- ha un bilancio di circa 40 milioni di euro annui; ( cosa ne fa di tali soldi? quanto ci costa in percentuale l'assistenza agli orfani rispetto al totale di bilancio ? quanto si spende per case vacanze e alloggi per anziani ? .. che non sono orfani !! che ce lo dicano visto che  NOI PAGHIAMO !!  che lo chieda la CIMO che è il secondo sindacato per numeri di iscritti di coloro che oggi sono obbligati a contribuire !! )
- ha un patrimonio di circa 300 milioni di cui 1/3 immobiliare, quasi totalmente utilizzato per i fini istituzionali, e mobiliare per i restanti 2/3. ( ci mancherebbe che non lo utilizzassero per i fini istituzionali ma ci andassero per esempio a giocare al casinò !!! .. ma chi se non LORO decide quali siano i fini istituzionali variando come vogliono modalità e campi di assistenza !! )

 

 LE CONCLUSIONI DELLA CORTE DEI CONTI

Queste le conclusioni della Corte dei Conti al termine dell'analisi della gestione finanziaria per il quinquennio 1995-2000 dell'Onaosi

L'Ente 'Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani' è stato trasformato in Fondazione di diritto privato in esecuzione del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, che ha dato attuazione alla delega conferita al Governo dall'art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, che disponeva la trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza.

         La Fondazione è oggi regolata, oltre che dalle norme contenute nel predetto decreto legislativo, dallo Statuto, dal Regolamento e dal Regolamento di contabilità. E' stato poi adottato un bilancio tecnico e nello stato patrimoniale è appostata la riserva legale, al fine di assicurare la continuità delle prestazioni nei confronti degli agenti diritto.

         Gli Organi sono entrati puntualmente in carica alle varie scadenze, senza quindi che si siano verificate soluzioni di continuità nella gestione, sulla quale occorre esprimere un giudizio positivo in quanto il rapporto tra la spesa destinata al soddisfacimento delle esigenze istituzionali e il totale dei contributi percepiti è passato dal 78,75% dell'esercizio 1995 al 95,31% dell'esercizio 2000.

         Peraltro giova richiamare l'attenzione della Fondazione sulla notevole crescita, di natura strutturale, del patrimonio netto, che passa dai 327 miliardi (lire) dell'esercizio 1995 ai 523 miliardi (lire)dell'esercizio 2000, e ciò nonostante la Fondazione abbia ridotto l'aliquota contributiva a carico degli iscritti dal 2% all'1,40% dell'80% della retribuzione, al fine di moderare l'esuberanza delle proprie risorse. Si raccomanda pertanto l'adozione d’opportune iniziative volte a ricondurre la situazione finanziaria in condizioni di maggiore equilibrio tra risorse disponibili e interventi assistenziali.

         Da ultimo si segnala l'esigenza di eliminare le incongruenze evidenziate nella parte della presente relazione dedicata all'esame del bilanci, che attualmente non rispettano pienamente le regole contabili.

 

 

 

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Contro la 229/99
Il Contratto 2000
Per il Piano S.S.R.
Elezioni Ordine Milano 2005
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