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Venerdì 16/01/04 - MEDICI IN SCIOPERO IL 9 FEBBRAIO Roma (Il Sole 24 Ore pag. 24) - Camici bianchi in sciopero il 9 febbraio. Fallito il tentativo di conciliazione al Ministero del Welfare, le 52 organizzazioni sindacali dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale (Cgil compresa) — che rappresentano la totalità della dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale e tecnico-amministrativa — hanno confermato ieri lo sciopero annunciato lo scorso 3 dicembre agli «stati generali» della sanità. La maxi serrata sarà preceduta, martedì prossimo, da assemblee unitarie in tutti gli ospedali. I professionisti dicono tre grandi "no": al «super controllo del Ministero dell’Economia sulle prescrizioni», alla devolution «disgregatrice» e allo «smantellamento del S.S.N.». E sollecitano a gran voce il rinnovo del contratto, scaduto a fine 2001. Una partita che vale 600 milioni di aumenti, con un monte salari che pesa 7,9 miliardi. Per sbloccare la trattativa, il Presidente del Comitato di Settore, Romano Colozzi, ha scritto al premier in persona, Silvio Berlusconi. L’atto di indirizzo inviato quest’estate al Governo deve infatti ancora ottenere il via libera di Palazzo Chigi. Senza questo passaggio, lo stallo continuerà. Senza nessuna ragione, secondo Colozzi, perché la sanità «non è interessata da ridefinizioni» delle aree della dirigenza. Intanto, la maggioranza ha presentato a Montecitorio una proposta di legge di riforma del lavoro medico. Quattro le principali novità: la reversibilità dell’opzione di lavorare in esclusiva con il S.S.N.; la possibilità di accedere a cariche dirigenziali anche per chi rifiuta l’esclusività; l’innalzamento dell’età pensionabile a 70 anni; l’obbligo, infine, per Asl e ospedali, di stipulare adeguate polizze assicurative contro i rischi per responsabilità civile dei dipendenti sanitari. La proposta, firmata da Giuseppe Palumbo e Domenico di Virgilio (Fi), è stata sottoscritta da oltre 90 deputati di Forza Italia, An e Udc. E dovrebbe cominciare il suo iter a marzo. Ma l’opposizione non ci sta: «La maggioranza vuole tornare alle vecchie clientele», ha dichiarato l’ex ministro Rosy Bindi. |
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