. Un testo dall'iter lungo e
travagliato - complici i malumori delle Regioni sulla più consistente e
dettagliata bozza precedente e alcuni stop del ministero dell'Economia - che
disegna l'ossatura della programmazione sanitaria del prossimo futuro.
Territorio superstar. Alla base del Ssn c'è l'attuazione
dei livelli essenziali di assistenza, cioè delle prestazioni minime che vanno
assicurate in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Con l'ennesima
dichiarazione di guerra alle liste d'attesa. Ma il leit motiv del Piano è un
altro: l'accento sul territorio, posto con vigore insieme con l'addio
all'assistenza «ospedalocentrica». Un obiettivo da perseguire riconoscendo una
nuova centralità alla medicina di base e alle cure a domicilio, riqualificando
la rete ospedaliera, ma anche rispondendo ai nuovi bisogni di assistenza: in
primis, quelli di anziani, non autosufficienti e malati cronici.
Formazione e ricerca. In un contesto mutevole come
l'attuale, diventano fondamentali la formazione e l'aggiornamento continuo di
tutti gli operatori sanitari, non solo medici. E la parola d'ordine, almeno
sulla carta, è "qualità": delle strutture, del servizio erogato, delle
tecnologie. Tra le sfide più difficili, quella della ricerca: il Piano ricorda a
chiare lettere che «il rilancio non dipende solo dalla disponibilità dei fondi
pubblici». Occorre quindi guardare all'Europa (e alle risorse ex Sesto Programma
Quadro) e a tutti i soggetti che fanno R&S.
Prevenzione e stili di vita. Se sul fronte della
farmaceutica lo slogan è «puntare sul buon uso del farmaco» (attraverso
l'educazione a un utilizzo corretto dei medicinali e il potenziamento del
sistema di farmacovigilanza), la scommessa della prevenzione parte dalla
promozione di «stili di vita salutari». Nel mirino, i soliti peccati: la cattiva
alimentazione, il fumo, la sedentarietà e l'abuso di alcol. Contro le abitudini
sbagliate, il Piano riconosce l'esigenza di campagne di comunicazione
efficienti, mettendo all'indice gli errori del passato: messaggi incoerenti o
poco chiari, sovrapposizione degli sforzi da parte dei vari enti.
Le risorse in campo. Il rischio di ogni Piano è quello
che resti un "libro dei sogni". Per questo è cruciale il prossimo varo delle
linee di finanziamento dedicate ai progetti sui 14 specifici obiettivi di
salute, dai tumori alle malattie rare. «Si tratta di linee condivise con le
Regioni, al quale seguiranno progetti ad hoc finanziati dallo Stato», ha
precisato il ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Il pozzo al quale
attingere è l'apposito fondo vincolato nel fabbisogno 2003: un piatto da 1,15
miliardi di euro.
(19 giugno 2003