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E' in "Gazzetta Uffciale" il Piano sanitario nazionale 2003-2005

Spazio all'eccellenza e alla qualità, sprint al territorio, attenzione cruciale agli stili di vita. Forte dei suoi 11 «progetti per la strategia del cambiamento» e di 14 obiettivi di salute, debutta il nuovo Piano sanitario nazionale 2003-2005, il cui Dpr di approvazione, datato 23 maggio 2003, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 139 del 18 giugno 2003. Un testo dall'iter lungo e travagliato - complici i malumori delle Regioni sulla più consistente e dettagliata bozza precedente e alcuni stop del ministero dell'Economia - che disegna l'ossatura della programmazione sanitaria del prossimo futuro.

Territorio superstar. Alla base del Ssn c'è l'attuazione dei livelli essenziali di assistenza, cioè delle prestazioni minime che vanno assicurate in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Con l'ennesima dichiarazione di guerra alle liste d'attesa. Ma il leit motiv del Piano è un altro: l'accento sul territorio, posto con vigore insieme con l'addio all'assistenza «ospedalocentrica». Un obiettivo da perseguire riconoscendo una nuova centralità alla medicina di base e alle cure a domicilio, riqualificando la rete ospedaliera, ma anche rispondendo ai nuovi bisogni di assistenza: in primis, quelli di anziani, non autosufficienti e malati cronici.

Formazione e ricerca. In un contesto mutevole come l'attuale, diventano fondamentali la formazione e l'aggiornamento continuo di tutti gli operatori sanitari, non solo medici. E la parola d'ordine, almeno sulla carta, è "qualità": delle strutture, del servizio erogato, delle tecnologie. Tra le sfide più difficili, quella della ricerca: il Piano ricorda a chiare lettere che «il rilancio non dipende solo dalla disponibilità dei fondi pubblici». Occorre quindi guardare all'Europa (e alle risorse ex Sesto Programma Quadro) e a tutti i soggetti che fanno R&S.

Prevenzione e stili di vita. Se sul fronte della farmaceutica lo slogan è «puntare sul buon uso del farmaco» (attraverso l'educazione a un utilizzo corretto dei medicinali e il potenziamento del sistema di farmacovigilanza), la scommessa della prevenzione parte dalla promozione di «stili di vita salutari». Nel mirino, i soliti peccati: la cattiva alimentazione, il fumo, la sedentarietà e l'abuso di alcol. Contro le abitudini sbagliate, il Piano riconosce l'esigenza di campagne di comunicazione efficienti, mettendo all'indice gli errori del passato: messaggi incoerenti o poco chiari, sovrapposizione degli sforzi da parte dei vari enti.

Le risorse in campo. Il rischio di ogni Piano è quello che resti un "libro dei sogni". Per questo è cruciale il prossimo varo delle linee di finanziamento dedicate ai progetti sui 14 specifici obiettivi di salute, dai tumori alle malattie rare. «Si tratta di linee condivise con le Regioni, al quale seguiranno progetti ad hoc finanziati dallo Stato», ha precisato il ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Il pozzo al quale attingere è l'apposito fondo vincolato nel fabbisogno 2003: un piatto da 1,15 miliardi di euro.

(19 giugno 2003

 

 

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Copyright © 2001/02/03/04 SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO MEDICI ITALIANI AREA OSPEDALIERI
Questa pagina è stata aggiornata l'ultima volta : 09 ottobre 2007 - webmaster: Marcello Costa Angeli
 

 

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