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Sciopero medici adesioni fino al 90%

LA MAPPA DELLA PROTESTA REGIONE PER REGIONE - DATI ANSA -

Garantiti in tutto il Paese il pronto soccorso e le emergenze

Lombardia. Secondo il responsabile ospedalieri del sindacato medico Snami, l'adesione allo sciopero si avvicina al 90%. Nei grandi ospedali del capoluogo lombardo, dice Marcello Costa Angeli, "non è in funzione alcuna sala operatoria, non si fanno ricoveri, ma solo dimissioni, e sono circa16 mila gli interventi programmati in Lombardia che oggi non saranno eseguiti".

Piemonte. L'adesione è superiore all'80% secondo i primi dati della Cimo, il sindacato dei medici più rappresentativo nella regione con 1.800 iscritti. Il dato - precisa il segretario regionale, Davide Poncini - è al netto dei medici che lavorano per garantire le urgenze e le operazioni indifferibili con una presenza media analoga a quella dei giorni estivi.

Friuli Venezia Giulia. Secondo i sindacati adesioni oltre il 60 per cento, con interventi chirurgici ridotti all'osso, laboratori di analisi chiusi e visite specialistiche dimezzate. La situazione, in attesa dei dati definitivi che non saranno disponibili prima di domani, ha visto in generale rispettate tutte le urgenze, anche quelle programmate, anche se i dati sulle adesioni potrebbero rivelare differenze tra un reparto e l' altro e tra le diverse province.

Veneto. Le percentuali rese note dai sindacati si attestano tra il 70% e il 90%. In tutto il Veneto sono rimasti chiusi i laboratori di radiologia, i laboratori, sospese le visite ambulatoriali e quelle ai degenti, chiuse le sale operatorie. La Cimo-Asmd, Associazione sindacale medici dirigenti con sede a Vicenza, registra punte dell'85% a Este-Monselice (Padova), a Legnago (Verona), del 75% a Vicenza, 70% a Bassano del Grappa (Vicenza), 70% a Bussolengo (Verona), 80% a Mestre(Venezia) e San Donà di Piave (Venezia), 75% a Padova e Verona, 80% a Rovigo, 75% a Chioggia (Venezia).

Liguria. Adesioni che oscillano tra il 40 e il 60% negli ospedali genovesi, percentuali più alte nelle altre città liguri, con il record del 100%, secondo i sindacati, del Sant'Andrea della Spezia. I numeri in Liguria parlano di uno sciopero a macchia di leopardo. C'è però forte discrepanza tra i dati forniti dal sindacato Anaao e quelli resi noti dagli ospedali. Secondo l'Anaao l'80% dei 3.000 medici liguri oggi si sarebbe astenuto dal lavoro. Secondo le Asl, al San Martino di Genova, l'ospedale più grande della regione, l'adesione è del 44,45%, al Galliera di circa il 40%. Al S. Paolo di Savona,invece, secondo i sindacati, l'adesione ha sfiorato il 90%.

Roma “Un successo”: i sindacati hanno definito così lo sciopero di oggi. Il più grande cartello mai visto in sanità ha tirato le somme della protesta che non ha precedenti. i dati che arrivano dalle aziende ospedaliere coincidono, in gran parte, con quelli sindacali. L’adesione è stata massiccia, con punte che sono arrivate al 90%. Questa la mappa della protesta regione per regione.

Emilia Romagna. Nei principali ospedali della Regione, secondo l'Anaao, adesione superiore al90%. Per il sindacato ha aderito all'agitazione il 90% dei medici dell' ospedale Infermi di Rimini, l'85% del S. Anna di Ferrara, e l' 80% degli ospedali Civile di Ravenna, Civile di Cesena e Pieranton idi Forlì. L' astensione al S. Orsola di Bologna è stata del 95%, al Policlinico e all' ospedale Estense di Modena del 90%. Stessa cifra per il S. Maria di Reggio Emilia, mentre sia al Civile di Piacenza sia al Maggiore di Parma l' astensione è stata dell' 80%.

Toscana. Adesioni che vanno dall'85 al 95%. Circa l'80-85% sono le adesioni a Grosseto; superiore al 90% a Careggi (Firenze) e su questi livelli, sempre secondo l'organizzazione sindacale dei medici, sono le adesioni al Meyer (Firenze) e negli ospedali della provincia di Siena e di Pisa.

Roma. Un'adesione compatta, con quote di adesione intorno all'85-90 per cento, allo sciopero dei medici e dei dirigenti sanitari, ma senza perdere di vista le esigenze dei pazienti più gravi. Sono idati forniti dai principali sindacati di categoria, alla luce delle indicazioni che arrivano dai più importanti ospedali di Roma. Nella Capitale, come indica il segretario regionale dell'Anaao Donato Antonellis, l'adesione allo sciopero sarebbe stata del 100% negli ospedali S.Eugenio, Cto e Spallanzani, del 90% al San Camillo e nella Asl RmA (San Giacomo), e dell'80% al San Giovanni ed al San Filippo Neri.

Campania. Al Cardarelli di Napoli i primi dati parlano di una adesione allo sciopero del 70% su un organico di 870 medici; 90% l'adesione in due ospedali nel Salernitano: Accava e Novera.

Basilicata. Adesione alta - ma non totale - negli ospedali e nelle strutture sanitarie della Basilicata. Nell' ospedale "San Carlo" di Potenza - il più grande della regione - è stata dell' 81 per cento. Il direttore sanitario, Giuseppe Cugno, ha detto che "non vi sono problemi per gli interventi di urgenza e per l' assistenza alle persone ricoverate", mentre sono stati rinviati esami e interventi chirurgici programmati. Situazione pressochè analoga si registra nell' ospedale "Madonna delle Grazie" di Matera e nelle altre strutture ospedaliere lucane.

Puglia. Per le organizzazioni di categoria nel Policlinico di Bari c'è stata un'adesione altissima,vicina al 95%. Per la direzione del presidio ospedaliero, sono stati invece 307 su un totale di 588 (in percentuale poco più del 50%) i medici ospedalieri del Policlinico che stamattina non hanno Firmato.

Sicilia. Garantiti solo i servizi urgenti, mentre sono stati rinviati in tutti gli ospedali gli esami diagnostici e gli interventi chirurgici differibili. Secondo alcune stime sindacali avrebbero aderito allo sciopero almeno il 60% dei medici, una percentuale molto elevata considerato che in base al codice di autoregolamentazione negli ospedali deve essere garantito lo stesso organico dei giorni festivi.In tutto il Paese sono comunque garantite le urgenze, il pronto soccorso medico chirurgico, la rianimazione, le terapie intensive, le unità coronariche.Fonte “La Repubblica” del 9 febbraio 2004

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PIEMONTE. Secondo la direzione dell’Azienda ospedaliera San Giovanni Battista di Torino ( la terza per dimensione d’Italia e comprendente gli ospedali delle Molinette, del San Giovanni Antica Sede, di San Lazzaro e di San Vito) si è arrivati a circa l’80% di adesioni. Più alto il dato dell’ANAAO: del 90%-95% (sempre considerando anche i medici contingentati che sono, a suo dire, un quarto del totale regionale). Cancellata la metà degli interventi non urgenti: 32 su 65interventi chirurgici programmati e non urgenti.

LOMBARDIA. Secondo il responsabile ospedaliero del sindacato medico SNAMI, l’adesione allo sciopero si è avvicinata al 90% ma la media regionale è dell’80%.

FIRULI VENEZIA GIULIA. Secondo i sindacati adesioni oltre il 60%, con interventi chirurgici ridotti all’osso, laboratori di analisi chiusi e visite specialistiche dimezzate.

VENETO. Adesioni fra il 70% e il 90%: chiusi i laboratori di radiologia, i laboratori, sospese le visite ambulatoriali e quelle ai degenti, chiuse le sale operatorie.

LIGURIA. Sciopero a macchia di leopardo con adesioni che oscillano il 40 ed il 60% negli ospedali genovesi e percentuali più alte nelle altre città liguri, con il record del 100%, secondo i sindacati, del Sant’Andrea di La Spezia. I numeri in Liguria parlano di uno sciopero a macchia di leopardo.

EMILIA ROMAGNA. Nei principali ospedali della Regione, secondo l’ANAAO, adesioni superiore al 90%. Per il sindacato ha aderito all’agitazione il 90% dei medici dell’ospedale infermi di Rimini, l’85% del S.Anna di Ferrara, e l’80% degli ospedali Civile di Ravenna, Civile di Cesena e Pierantoni di Forlì. L’astensione al S. Orsola di Bologna è stata del 95%, al Policlinico eall’ospedale Estense di Modena del 90%. Stessa cifra per il S.Maria di Reggio Emilia, mentre sia al Civile di Piacenza sia al Maggiore di Parma l’astensione è stata dell’80%.

VALLE D’AOSTA. In Valle D’Aosta circa il 40% dei medici ha aderito allo sciopero indetto oggi a livello nazionale da tutte le organizzazioni sindacali. I dati sono stati comunicati dalla direzione generale dell’Unità sanitaria locale della Valle D’Aosta e sono relativi all’ospedale regionale e all’ospedale Beauregard di Aosta. Dei 230 medici in servizio hanno scioperato in 64, mentre altri 59erano precettati. Tra il personale non medico (fisici, chimici e biologi) su 17 hanno aderito allo sciopero in 10.

TOSCANA . Adesioni vicine al 90%. A quanto riferiscono gli ospedali, i cittadini sono stati in formati per tempo e in pochi si sono recati inutilmente in ospedale per visite programmate datempo e che, assicurano medici e dirigenti ospedalieri, saranno recuperate in tempi brevi.

MARCHE . Le 15 sigle che hanno promosso lo sciopero a livello regionale hanno comperato pagine di pubblicità sui quotidiani locali per spiegare ai cittadini i motivi della protesta.

LAZIO. Adesione compatta, con quote di adesione intorno all’85-90% , allo sciopero dei medici e dei dirigenti sanitari, ma senza perdere di vista le esigenze dei pazienti più gravi. Sono i dati forniti dai principali sindacati di categoria, alla luce delle indicazioni che arrivano dai più importanti ospedali di Roma. Adesioni record del 100%, secondo i sindacati negli ospedali S. Eugenio, CTO e Spallanzani, del 90% al San Camillo e nella ASL RM/A (San Giacomo), e dell’80% al San Giovanni ed al San Filippo Neri.

CAMPANIA . Al Caldarelli di Napoli i primi dati parlano di una adesione allo sciopero del 70%su un organico di 870 medici; 90% l’adesione in due ospedali nel Salernitano: Accava e Novera.

BASILICATA. Adesione alta – ma non totale – negli ospedali e nelle strutture sanitarie della Basilicata. Nell’ospedale “San Carlo” di Potenza il più grande della regione è stata dell’81%.

PUGLIA . Al Policlinico di Bari c’è stata un’adesione altissima, vicina al 95%. Per la direzione del presidio ospedaliero, sono stati invece 307 su un totale di 588 (in percentuale poco più del 50%) imedici ospedalieri del Policlinico che stamattina non hanno firmato.

SICILIA. Garantiti solo i servizi urgenti, mentre sono stati rinviati in tutti gli ospedali gli esami diagnostici e gli interventi chirurgici differibili. Secondo alcune stime sindacali avrebbero aderito allo sciopero almeno il 60% dei medici, una percentuale molto elevata considerato che in base al codice di autoregolamentazione negli ospedali deve essere garantito lo stesso organico dei giorni festivi.

SARDEGNA. Nell’Isola, la partecipazione dei medici all’azione di protesta è stata massiccia, ma le ripercussioni per i ricoverati sono state contenute. A parte infatti, le emergenze in molti ospedali– come l’azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari – sono state assicurate anche le prestazioni urgenti da molti medici che si sono presentanti al lavoro, pur non timbrando il cartellino.

Fonte ANSA del 9/02/04

 

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I motivi dello sciopero
Proclamazione dello sciopero
La conferma dello sciopero
Il comunicato stampa SNAMI
ANSA
I dati di adesione regionali
26.02.04 Comunicazione
Cari Cittadini
Rettifica Sciopero
Lettera Trattenuta
Volantino

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