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Settore Dirigenza Medica Responsabile Nazionale dr. Ernesto Torcinaro COMUNICATO Venti di guerra sul rinnovo del Contratto della Dirigenza medica Brusco STOP alla trattativa per il rinnovo
del CCNL della Dirigenza medica è stato dato da TUTTE le Organizzazioni
Sindacali mediche il giorno 9 febbraio u.s. nell’ultimo incontro tenutosi presso
l’ARAN. I grossi scogli infatti sono: Aspetti Normativi 1) Orario di lavoro 2) Servizi di guardia e di pronta disponibilità 3) Effetti dei procedimenti penali. 4) Contrattazione regionale. 5) Copertura assicurativa. 6) Conferimento e la verifica degli incarichi dirigenziali. 7) Relazioni sindacali. 8) Comitato dei Garanti. Aspetti economici 1) Mancata quantificazione degli incrementi economici relativi al secondo biennio (2004-2005). 2) Mancata definizione delle risorse regionali aggiuntive. Considerata
l’importanza dei punti irrisolti viene da sospettare che le Regioni non abbiano
alcun interesse a chiudere la trattativa e non hanno alcuna fretta per rinnovare
il contratto di lavoro dei medici. Stato attuale delle trattative Trattamento economico L’unico punto certo, concordato con l’ARAN è il seguente:
Equiparazione del trattamento economico tabellare a quello
della dirigenza statale con l’accorpamento di alcune delle voci stipendiali. a) Tabellare rivalutato del 5,66 %. b) Indennità Integrativa Speciale (euro 7.169,97 annui). c) Parte della retribuzione di risultato (euro 3.608,90 annui).
d)
Retribuzione di
posizione minima contrattuale, rivalutata del 5,66 %.
(Fonte CIMO) Per il secondo biennio economico non sono stati forniti ancora dati certi; si è solo a conoscenza che la Finanziaria metterebbe a disposizione un incremento contrattuale del 4,1 %. Normativa Competenze delle regioni: obiettivo della parte pubblica è quello di limitare la contrattazione con le OO.SS. a livello aziendale e demandare a livello regionale decisioni su argomenti fondamentale in assenza di una concertazione con i sindacati. Nell’ultima bozza presentata compare addirittura una nuova forma di trattativa sindacale “confronto con le OO.SS.”, la cui valenza e caratteristiche sfuggono ad una chiara interpretazione. Orario di lavoro: aumento dell’orario destinato ad attività assistenziale (da 34 a 36 ore settimanali) e riduzione delle ore di aggiornamento professionale volontario (da 4 a 2 ore settimanali) da destinare esclusivamente all’ECM organizzato dall’Azienda. Le due ore sottratte all’aggiornamento professionale andrebbero invece destinate alla riduzione delle liste di attesa. Ulteriore orario di servizio (aggiuntivo alle 38 ore settimanali) da destinare al raggiungimento di obiettivi aziendali da definire nella contrattazione del budget. Il tutto senza destinare alcun incremento economico. Servizi di guardia e pronta disponibilità: a fronte di tutta una serie di proposte di parte sindacale che invitano a tener conto della problematica del disagio professionale e rivedere integralmente la normativa relativa a questi istituti come ad esempio estrapolare tali attività dall’orario di servizio (con retribuzione a parte, anche ricorrendo alla attività libero professionale), di porre un limite di età allo svolgimento di tali attività (55 – 60 anni), di definirne l’organizzazione all’interno dei dipartimenti e così via, la controparte ha ritenuto di lasciare immodificati tali argomenti prevedendo un eventuale incremento delle relative indennità (da sottrarre quindi agli aumenti contrattuali). Effetti sui procedimenti penali: vengono posti vincoli e penalizzazioni per coloro i quali dovessero incorrere in “fatti penali” che il solo “rinvio a giudizio” può determinare, a discrezione del Direttore Generale la sospensione dal servizio con gravi danni economici e di carriera. In caso di assoluzione è prevista la riassunzione ma non la ricostruzione della carriera. In caso poi di “patteggiamento” scatterebbe il licenziamento. Comitato dei Garanti: non viene accettato che il parere del Comitato sia obbligatorio e vincolante. Copertura assicurativa: le Aziende “possono” garantire la copertura assicurativa ma non vi sono vincolate. Relazioni sindacali: immodifcato Contrattazione integrativa: immodificati i temi di contrattazione. Su queste basi, in assenza di proposte normative più idonee ed in mancanza di certezze sugli aspetti economici relativi al secondo biennio diviene imprescindibile far sentire la voce dei medici. E’ stato proclamato, da TUTTE LE SIGLE SINDACALI della dirigenza medica lo STATO DI AGITAZIONE della categoria ed in mancanza di risposte concrete sarà necessario ricorrere a forme di lotta serrata, a cominciare dallo SCIOPERO GENERALE che potrebbe essere proclamato entro i primi di marzo p.v. per poi passare ad iniziative ancora più incisive. Non dimentichiamo che sono vicine le consultazioni elettorali !
Ernesto Torcinaro Responsabile Nazionale SNAMI Settore Dirigenza Medica |
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