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SEMPRE ALLARME ROSSO PER LE PENSIONI
DEGLI OSPEDALIERI Marco Perelli
Ercolini
Fonte: INPDAP Nel 2002 la spesa pensionistica aumenterà di poco meno del 5 per cento. Il dato emerge dai bilanci preventivi: l’aumento previsto in casa INPDAP dovrebbe essere del 4,75%, mentre per l’INPS del 4,8%. E’ dunque finito l’andamento positivo dei conti durato appena due anni. Se si escludono i trasferimenti dello Stato, nel 2002 l’INPDAP avrà un disavanzo di circa 188 milioni di euro: il primato negativo spetterà alla Cassa pensione dei dipendenti degli enti locali che presenterà un passivo di circa 2 miliardi di euro: il deficit sara’ in parte compensato dagli attivi della Cassa dei sanitari. Infatti la Cassa pensioni sanitari che dovrebbe avere un attivo di oltre un miliardo di euro, continua a donare il sangue per chiudere in pareggio i bilanci dell’ INPDAP. Le pensioni dei medici pubblici dipendenti da capitalizzazione bilanciata potrebbero passare nel regime perverso della ripartizione con tutte le conseguenze che un siffatto meccanismo comporta, specialmente quando tra alcuni anni avremo un onda d’urto da un lato di un maggiore numero di pensionati ospedalieri e dall’altro un minore ingresso nel mondo lavorativo della pubblica dipendenza dei medici in rapporto alle nuove politiche sanitarie di taglio di ospedali e posti letto. E mentre gli ospedalieri dormono non focalizzando il
pericolo di tagli sulle loro pensioni, l’INPDAP continua a sanare i propri
passivi attingendo alle risorse della Cassa pensione dei sanitari
che invece andrebbero tesuarizzate per le future pensioni.
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