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La 229/99 QUARTA PARTE Riassunto sulla attività di valutazione e commenti Grafica delle procedure. Nelle
precedenti puntate sulla valutazione periodica dei Dirigenti vi ho annoiato
presentando tutti i riferimenti legislativi che operano nel disciplinare
questo nuovo istituto. Ciò si è reso necessario per avere un quadro
riassuntivo chiaro, se pur complesso, che coniughi con uniformità la legge
istitutiva ed i contratti di lavoro, poichè sinergicamente disciplinano la
materia. Ora
è il momento di riassumere il tutto sintetizzando quanto espresso in poche
immagini ed in riassunti di concetti che, se interessano, possono poi essere
ampliati ripercorrendo i precedenti articoli pubblicati. (
vedi nelle pagine successive le quattro carte dei flussi dove troverai per
percorso il riassunto grafico della normativa ) In
pratica dalla lettura congiunta del D.L.vo 229/99 e del CCNL si desume che
LA VALUTAZIONE è ora una caratteristica
ordinaria ed essenziale del rapporto di lavoro dei medici. Deve fare
parte del Fascicolo Personale dei dirigenti. Gli organi deputati alle
valutazioni sono il Collegio Tecnico
ed il Nucleo di Valutazione. La
loro costituzione è demandata alla discrezionalità degli enti ma su principi
legislativi chiari nel rispetto dei concetti di terzietà,
indipendenza e imparzialità del'organismo. Quanto alla costituenti dei due
organismi è individuabile per normazione certa solo la presenza del Direttore
di Dipartimento nel Collegio Tecnico ( e
questo è un punto da chiarire perchè viola il principio di terzietà ). I
compiti sono vari, in parte indirizzati dai riferimenti normativi, ampliabili
secondo propri indirizzi aziendali sulla base di assunti che il Direttore
Generale può imporre nella costituzione dell'atto aziendale. Certi
sono i momenti temporali in cui il C.T. ed il N.V.
svolgono i propri compiti. Altrettanto certe sono le modalità con
cui devono operare e le conclusioni del loro operato in caso di giudizi
negativi. Questi vengono attuati dal Direttore Generale secondo una
"gradualità penale" da commisurare ai demeriti ed ai ruoli.
Sembrerebbe a mio giudizio che tali organi sono determinanti nel loro ruolo
giudicante, mentre l'atto del Direttore Generale è discrezionale solo nel commisurare
l'applicazione dell'eventuale pena o promozione. La mia esperienza e lo
studio di tale normativa mi fa auspicare le seguenti modalità applicative. A
) In cuor mio, e nell'interesse di tutti,
SPERO CHE TALE LEGISLAZIONE NON SIA MAI APPLICATA poiché la ritengo
superflua e del tutto speciosa, trattandosi di giudizi da parte di terzi
sull'opera di professionisti che prestano la loro attività ad altri. Non
esiste esempio nelle altre categorie professionali dello stato di un simile
inutile accanimento. Vi immaginate la
proposta di attuazione di un meccanismo simile alla categoria dei
magistrati…!!? perennemente accusati di essere in ritardo con
il disbrigo delle loro competenze..!!?? Come minimo ci sarebbe la rivolta
della magistratura tutta che ha come principio valutativo nella progressione
della carriera ….l'accertamento del solo NON DEMERITO. Ritengo inoltre che l'operato dei
medici debba essere subordinato solo alla valutazione del proprio ordine
professionale secondo le norme già in essere. Non ritengo che quanto
sinora fatto dalla categoria sia stato talmente inopinato da richiedere un tale
accanimento penitenziario. Inoltre
, se pur applicabile, la corretta gestione secondo etica e normativa
dell'istituto della valutazione periodica, sarebbe di tale complessità che
rappresenterebbe un lavoro a tempo pieno di stuoli di commissioni.
Si pensi che per valutare correttamente i 700 e più medici della azienda
ospedaliera S. Gerardo di Monza, dove io lavoro, ci vorrebbero almeno 350 sedute
annuali della commissione preposta, con una media di due valutazioni
giornaliere. Poiché evidentemente ciò non sarà possibile, … tali
valutazioni saranno probabilmente più che formali in caso di presunta positività
dei giudizi, ma volutamente accanitive in caso di presunta negatività dei
giudizi ( quindi strumenti discrezionali di poteri forti politici e
amministrativi ). B
) Nel caso disgraziato in cui si voglia attuare la normativa invito
tutti i colleghi e le forze sindacali a vigilare che il C.T. ed il N.V sia il più
possibile aderente al principio di terzietà e quindi con componenti totalmente
estranei all'azienda. Che i processi attuati nella valutazione siano quanto
più conformi alla lettera legislativa. Che si faccia pressione sul governo
regionale nell'indirizzare chiarimenti di valenza uniformante ai principi da
attuare negli atti di valutazione ad evitare disparità eccessivamente rilevanti
tra ente ed ente. E' importante non dimenticare che, poiché i giudizi entrano a far parte
del bagaglio personale del dirigente condizioneranno per sempre la successiva
carriera dello stesso. Auspico inoltre che, quanto prima, si dia atto
alla formazione di quanto enunciato dagli art. 5 e 6 del D.Lgvo 286/1999 per cui
più amministrazioni si convenzionino con adeguate strutture che siano in grado
di dare omogeneità a tale complesso sistema valutativo. Queste inoltre
dovrebbero essere a loro volta supportate dagli enti locali mediante la
necessaria integrazione con esperti DI
CUI L'ORDINE DEI MEDICI PUÒ FARSI PORTAVOCE a garanzia del buon uso di tale
normativa nei confronti dei colleghi tutti. ANCORA
UNA VOLTA CARI AMICI E COLLEGHI
DOBBIAMO UNIRCI PER DIFENDERCI, E SOLO LA DOMUS MEDICA DELL'ORDINE PUÒ
RAPPRESENTARE L'UNICO VALIDO BALUARDO ERTO A DIFESA DELLA PROFESSIONE. Marcello Costa Angeli VAI ALLA FLOW CHART DELLA VALUTAZIONE
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